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Prodotti Tipici

Cisrò
La Pro Loco di Acqui Terme, da alcuni anni, propone la valorizzazione di un piatto "povero" tipicamente acquese: la "cisrò". Si tratta di una zuppa a base di ceci con cotenne di maiale (vedere dettaglio alla sezion e Manifestazioni-Cisrò).

Buì e bagnet
Con la Cisrò, la Pro-Loco acqui Terme distribuisce anche Buì e bagnet  (Bollito e bagnetto verde), oltre al Pan ‘d melia, pane confezionato con farina di mais, che si accompagna bene con i piatti rustici del territorio.

Era un pane di produzione casalinga, diffuso particolarmente nei mesi freddi. Oggi viene proposto dalla ProLoco ai buongustai a corredo della Cisrò d’Aicq e Bui e bagnet. Evoca buona tavola, convivialità, fa parte dei prodotti tipici che la Pro-Loco intende rivalutare.  

Acquesini
Acqui Terme. I  ravioli, nella tradizione culinaria acquese, sono di forma quadrata, con notevole quantità di ripieno. In dialetto acquese si indicano come “i gob” per la caratteristica della loro gibbosità  contenente il ripieno. Normalmente si degustano bolliti e versati nella fondina “patan”, (nudi), senza condimento o spesso con burro e salvia o condite con salse d’arrosto. Un tempo, quando la nonna li confezionava a mano, con carne e verdura passate nel tritacarne e sfoglia tirata sull’asse di legno con il mattarello, nel tagliarli con la rotella, qualcuno si spaccava. Quelli che si rompevano, anche di poco, non erano considerati adatti a finire in pentola in quanto, a contatto con l’acqua bollente potevano perdere il ripieno, cioè “l’empira”.  Di conseguenza finivano arrostiti sul piano caldo della stufa a legna presente in ogni cucina di una volta o in padella per friggerli.
La Pro-Loco Acqui Terme, allo scopo di mantenere viva la memoria dell’antica formula di cuocere il raviolo, ecco preparare i ravioli fritti, degustabile durante la Festa delle feste, definiti “Acquesini” in omaggio alla loro antica tradizione culinaria insegnata dalla nonna. Gli “Acquesini” , cioè i ravioli fritti vengono serviti in appositi contenitori, sono infilabili con uno stecchino e pertanto diventano “ravioli da passeggio”.